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AVVISO IMPORTANTE

Come forse avrai notato, USAonline.it non è più aggiornato da un bel po' di tempo, per mancanza di tempo del webmaster.

Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

4000 miglia attraverso il New England
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Questa mattina andiamo alla biblioteca dove possiamo consultare internet gratuitamente (offerta libera). C’è una signora molto gentile, compiliamo un modulo poi procediamo. Lo stress qui non esiste per quello le persone sono sempre molto gentili e disponibili, trasmettono tranquillità. Naturalmente guardiamo le previsioni del tempo. Non è cambiato niente, continua a piovere. Anche qui sta diluviando. Poi guardiamo un po’ quel che succede in quel di casa nostra. Rientriamo per pranzare con molta calma. Al pomeriggio facciamo qualche giro nei dintorni senza allontanarci troppo. Andiamo anche in un negozio che avevamo completamente ignorato, si trova vicino al Tourist Information, è praticamente un market con adiacente negozio di abbigliamento e souvenir vari. Il tempo è pessimo, diluvia. Decidiamo comunque di fare un giro in macchina per vedere se spunta qualche alce. Ci appostiamo in un’area dove sono solite esserci. Davanti ad un magazzino c’è anche un cartello che invita a non parcheggiare davanti al cancello per fermarsi ad osservare le alci. Non possono non esserci! Aspettiamo e facciamo un po’ avanti e indietro ma niente. Torniamo allo chalet, il Moosehead Motel (72$).

16 OTTOBRE – DOMENICA
Greenville,ME - North Conway, NH (250 ml)

Questa mattina siamo più fortunati. Giunti in prossimità del punto in cui ieri sera abbiamo aspettato invano di vedere un alce, rallentiamo per scrutare ancora l’orizzonte e vediamo che ce n’è una che sta mangiando. Accostiamo la macchina sul ciglio della strada e senza muoverci abbassiamo i finestrini e cominciamo a fotografare e a riprendere. Ma quando pensiamo di avvicinarci spostandoci con la macchina, l’alce si accorge di noi scappa nella boscaglia a tutta velocità. Sembra quasi che questo sia stato un saluto. Oggi partiamo per MOUNT WASHINGTON, anche se non siamo sicuri di poterci salire perché le condizioni del tempo sono sempre avverse quando ovunque è bello, visto che ovunque è brutto, là sarà pessimo.

Scendiamo dalle highlands e lasciamo il Maine, riusciamo a fotografare anche il cartello dello stato che fino ad ora non eravamo riusciti a trovare. Entriamo nel New Hampshire e precisamente arriviamo a NORTH CONWAY. Ci abbiamo messo un po’, soprattutto l’ultimo tratto di strada era molto sperduto e non c’erano molti cartelli se non quello che indicava il numero della strada (che corrispondeva sulla cartina). Forse sarà stato anche perché non abbiamo incontrato molte altre macchine e abbiamo visto solo qualche abitazione. Il tempo sembra voglia cambiare. C’è un forte vendo che spazza le nuvole e ci fa intravedere qualche raggio di sole, sta piovendo con il sole e spunta l’arcobaleno. Prima di tutto troviamo da dormire al Junge's Motel (65$). Il motel è molto carino, è gestito da marito e moglie, sono anziani e fanno il loro lavoro con amore. Alla parete sono appese le foto dei figli, un ragazzo e una ragazza, scattate per la laurea.

L’ambiente è davvero accogliente e c’è un gran senso di pace. Dopo aver scaricato i bagagli partiamo in direzione Mount Washington ma a metà strada ci vediamo costretti a tornare indietro, il tempo non promette niente di buono e in questo modo non riusciremmo a vedere molto. A Conway ci sono diversi ponti coperti e le cartine non ci mancano, con quelle che abbiamo trovato alla reception del motel! Per arrivare a uno di questi ponti, come da cartina, prendiamo una strada che si rivela molto lunga e un po’cupa, sarà per il tempo, ha ripreso a piovere e costeggia un fiume. Le troppe notizie di alluvioni e allagamenti ci hanno un po’ influenzato. Si stà facendo anche buio ci manca solo che ci perdiamo. Quando stiamo per tornare indietro eccoci arrivati al ponte ma non siamo i soli. E’ giusto arrivato un pullman di turisti. Che tempismo! Mentre stiamo facendo delle foto una coppia ci chiede di scattargliene una e capendo che siamo italiani, il marito ci rivela di essere stato in Italia prima che nascesse Rocco, nel 1954 e ha giocato anche a basket. A questo punto non possiamo non dirgli che noi siamo di Bologna, alias Basket City. Rientriamo al nostro motel, ceniamo e facciamo due passi. Sempre con un occhio rivolto alle previsioni del tempo perfezioniamo il tour di domani.


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