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Come forse avrai notato, USAonline.it non è più aggiornato da un bel po' di tempo, per mancanza di tempo del webmaster.

Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

WASHINGTON IN 24 HOURS

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di Sara

Non e’ la prima volta che utilizziamo il Greyhound.
Il nostro battesimo e’ stato Chicago Toronto con stop in Ditroit, “Was a nightmare”!
Il secondo e’ stato Toronto New York City, “and again live the nightmare”! Arrivati a New York City ci siamo guardati profondamente negli occhi, e ci siamo detti “okay e’ stato divertente ma ora basta scherzare!”.
Ed ora eccoci qui di venerdi’ sera in coda in attesa dell’autobus che da Norfolk, Virginia, ci portera’ a Washington D.C.
Le stazioni del Greyhound non sono i posti piu’ sicuri al mondo,come disse Bill Bryson in uno dei suoi libri:”Il Greyhound viene usato da persone appena uscite di prigione, armati e pericolosi,psicopatici,drogati o da coloro che non possono permettersi un viaggio in aereo o peggio la macchina”.In poche parole la crème della crème della societa’.
Le nostre avventure con il Greyhound per il momento sono due e speriamo che si fermino a due!
A Chicago fuori dalla stazione abbiamo assistito ad un arresto,mentre sul tratto Richmond-Norfolk, il Pullman era talmente pieno che la gente e’ stata costretta a fare il viaggio in piedi o seduta in corridoio!E poi ci lamentiamo dei treni in Italia!
Finalmente!Dopo una notte passata in dormiveglia siamo arrivati!
E’ ancora buio la citta’ appare addormentata e ancora nascosta dalle luci ormai fioche della notte,e il nostro stato d’animo e’ lo stesso.
Ci siamo fermati al bar della stazione, dove come sempre offrivano un menu’ multi calorico, dalle famose donuts ai sandwiches con uova e bacon di dubbia provenienza,o frittelle alle mele.
Dopo aver visto tutte queste “squisitezze” lo stomaco ha messo un tappo come dire “non ci pensare neanche,per favore prendi un muffin”,e cosi’ e’ stato.
Siamo stati alla stazione circa un’ora e davanti ad una tazza di caffe’ che sembrava più acqua sporca e un succo di frutta, abbiamo meditato se prendere la metropolitana,camminare e rischiare di essere rapinati e nel caso maggiore ammazzati o il taxi.
La metropolitana e’ a circa otto isolati dalla stazione degli autobus ma la zona non e’ molto sicura,cosi’ abbiamo optato per la sicurezza del taxi.
In questo modo non siamo stati ammazzati ma solo rapinati!
La corsa dalla stazione a Pennsylvania Avenue costa circa $10 dollari,quando abbiamo pagato porgendogli $20 dollari,il taxista ci ha chiesto se volevamo il resto, sinceramente ci e’ quasi venuto spontaneo dirgli: “Come dude, is 10 bucks tip are you joking?”.
Se non lasci la mancia si congederanno con un freddoloso “good bye” e non con il cordiale “have a nice day!”.
Cosi’ questa e’ Washington.
Durante il tragitto in taxi abbiamo potuto ammirare il Capitol Hill,il taxi ci ha lasciato a pochi passi dalla White House, ma come al solito eravamo piu’ interessati a cercare un bar e a riposarci un attimo.
Le strade sono ancora tranquille,non c’e’ in giro nessuno se non qualche senza tetto che dorme per terra o su una panchina avvolto da cortoni per ripararsi dal freddo.
Per un’oretta abbondante siamo stati da Starbucks popolare catena di coffee house in America.Sono talmente stanca che nel giro di cinque minuti mi sono addormentata al risveglio ho avuto un momento di panico,vedevo gente ma non ricordavo dov’ero.
E’ ormai ora di partire per il nostro tour de forse!

Washington prende il nome dal primo presidente George Washington,perche’ la gente quando si doveva recare nella capitale usavano chiamarla “la citta’ di Washington”.


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