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Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

Viaggio a New York
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11/05/2006

Sveglia alle 7.30 e colazione da Starbucks, catena di coffee shop presente ovunque a NY: ordiniamo un cappuccino large, the nero e marble loaf cake (il preferito di Raoul!) e un muffin enorme ai frutti di bosco tot. $ 8,50 colazione non troppo pesante e ideale per partire alla grande! Avendo già visitato la città, decidiamo di andare all’Apple Store, che si trova in Soho (adress) per gli appassionati di questa gamma di pc è un vero paradiso, lì compriamo degli adattatori per ricaricare il nostro I-Pod mini comprato ad ottobre. Proseguiamo lo shopping in quella zona, percorrendo (adress) che è una via piena di negozi di abbigliamento e scarpe, oltre all’Adidas Store, fornitissimo soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento sportivo femminile. A pranzo decidiamo di comprare qualcosa da mangiare velocemente e puntiamo su uno store di delicatesse molto in voga (e straordinariamente ricco di spunti gastronomici, le narici ne saranno felici!) “Dean & De Luca” (adress). Io scelgo del sushi (NY ne offre una quantità esagerata e a prezzi abbordabili, circa $ 7-8 per una serie di 8 roll!) e Raoul non può rinunciare ad un panino col prosciutto crudo che, a sua detta, è ottimo. Totale pranzo $ 14,00.

L’unico inconveniente spiacevole lo abbiamo proprio il primo giorno: la cassiera dello store, nel ricevere la banconota da $ 50,00 la segna con un pennarello apposito e me la rende, sostenendo che era falsa. Vatti a fidare delle banche italiane! Cambio la banconota con un’altra e questa volta possiamo tirare un sospiro di sollievo! Nel pomeriggio ci avviciniamo verso il World Trade Center, visita alla voragine lasciata dalla torri gemelle (Ground Zero), e giro rapido al tanto decantato “21Century”, un megastore all’ingrosso proprio di fronte al WTC: entro con tanta speranza di trovare qualcosa di carino a poco prezzo, ma ogni reparto è rappresentato da una serie interminabile di appendini e contenitori di vestiti tutti messi alla rinfusa, con centinaia di persone che scavano alla ricerca del pezzo taglia e prezzo giusti. Secondo me, una perdita di tempo, a meno che non si abbia del tempo da perdere. Forse vale la pena sbirciare al reparto scarpe, dove la scelta è abbastanza varia. Ci dirigiamo verso la Fifth Av. all’angolo con la (adress) la nostra prossima tappa è il “Sex Museum” (ingresso $ 18,00 con riduzione). L’ambiente è goliardico e non mancano i visitatori, anche perché vi è una mostra temporanea sui manga e la sessualità in Giappone, con stampe e fumetti. Interessante la sala contenente bizzarri oggetti del piacere e lo shop che si trova alla fine del museo, visitabile anche senza pagare il biglietto d’ingresso, basta entrare dalla porta principale e lo troverete davanti a voi. Altro museum shop che vale la pena di visitare (il museo l’avevamo già visto la scorsa visita) è quello del MOMA (fifth Av. incrocio con la 53rd Str.); anche per questo shop non è necessario pagare il biglietto di ingresso al museo.

Arrivata l’ora di cena, andiamo nella caotica Times Square e ci dirigiamo verso un locale che si trova nella piazza “The Olive Garden”, si sale con la scala mobile fino al secondo piano e si può avere anche la fortuna di mangiare in un tavolo con vista piazza: le vetrate danno proprio sulla confusione più totale e sulle luci colorate delle insegne pubblicitarie. Cena $ 34,00 in tre (un’insalata mega – abbiamo mangiato in due – e un secondo piatto a base di carne di pollo con contorno).


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