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Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

Las Vegas, Nevada

di Chikka vai alla homepage dell'autore

Potrei parlare di questa città all'infinito, descriverne ogni metro quadrato nel modo più dettagliato possibile, ma niente di quello che direi riuscirebbe a farvi capire com'è realmente Las Vegas. Per questo l'unico vero modo per 'capire' questa città e tutto quello che le gira intorno è visitarla. Cercherò comunque di farvi una panoramica che illustri al meglio quanto c'è da vedere.
Una cosa da tenere a mente, quando si decide di visitare questa 'città' è che tutto quello che si vedrà e si 'vivrà qui, non lo si potrà ripetere da nessun'altra parte del mondo. Ok, detto questo, partiamo col nostro viaggio nella città del divertimento.

Las Vegas è la patria del gioco d'azzardo, del lusso sfrenato, del matrimoni (e divorzi) lampo.


Il gioco d'azzardo

Iniziamo col gioco d'azzardo. Il Nevada, si sa, è uno dei pochi stati in cui il giorno d'azzardo è legalizzato. Las Vegas (così come Reno, più a nord) è quindi la mecca per questo tipo di 'vizio'.
Ogni albergo, soprattutto i più famosi e lussuosi, hanno al loro interno un casino'. La struttura dei casino' è praticamente identica per tutti: uno spazio immenso, con slot machine ovunque lungo il perimetro della 'sala', altri slot più al centro e, in mezzo al continuo 'tintinnio' delle monete vinte dalle macchinette, si snoda il 'serpentone' dei tavoli da gioco, dai più classici del Black Jack e Roulette, ai più chiassosi del Craps. Ogni tavolo ha un 'cartello' con l'indicazione della giocata minima relativa. Il che significa che ci sono tavoli in cui si può puntare da 1 dollaro in su, quindi ricordatevi di leggere la puntata prima di sedervi al tavolo, per evitare brutte sorprese. Il croupier vi potrà cambiare le banconote con tagli minimi necessari alla giocata, così come eventuali 'fiches' (i gettoni) già vinte in precedenza. Noterete che ognuno di loro manipolerà le banconote con gesti automatici e evidenti. E' infatti tutto controllato da telecamere e responsabili sparsi ovunque, quindi il 'movimento' del denaro è severamente controllato. Anche le mance, che spesso chi vince grosse somme lascia al croupier, non vengono intascate direttamente, bensì sommate alle altre e ridistribuite in un secondo tempo.

Ho notato che chi gioca per 'diletto', ha diverse scaramanzie alle quali è molto legato. C'è chi non si siede a tavoli dove il croupier è donna, oppure se è orientale (ce ne sono parecchie), oppure ch'è chi prova diversi tavoli finchè non trova il/la croupier 'simpatica' con la quale si riescono anche a scambiare due parole o che si lascia andare in 'consigli' sul da farsi.

Ci sono anche aree dedicate a slot machine da 5 dollari in su e queste sono facilmente riconoscibili in quanto spesso non vedrete nessuno a giocare, se non qualche rara persona che tenta il tutto per tutto. Io una volta ho provato, avevo una moneta da 5 dollari che 'mi avanzava' (si fa per dire) e ho provato: l'ho inserita praticamente senza speranza, invece è uscita una combinazione vincente e con la mia moneta ho vinto 50 dollari. Non male...peccato che poi non sono riuscita a resistere alla tentazione e ho perso tutto.
Credo che questo sia successo a tanti come me, e comunque questo non mi ha fatto desistere dal ritentare in un momento successivo.

I tavoli da poker dove le puntate sono molto alte sono solitamente in zone riservate, non accessibili a tutti e comunque non accanto agli altri tavoli.
La cosa che ho notato è che a questi tavoli uno si aspetta di vedere persone eleganti, raffinate ecc. ... invece spesso è tutto il contrario. A volte mi è capitato di vedere dei tipici 'texani', quelli in jeans, camicia e cappello tipico, giocare a poker con puntate altissime. Mai come altrove, a Las Vegas l'abito non fa il monaco.


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