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Come forse avrai notato, USAonline.it non è più aggiornato da un bel po' di tempo, per mancanza di tempo del webmaster.

Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

In giro per New Orleans


Ce l'avete presente il suono della tromba? Quel suono stridulo e acuto? Immaginate che quel suono si trasformi in una serie di suoni armoniosi tra loro, insomma che si crei la magia, così come quella che faceva Armstrong, e che voi nelle vostre orecchie stiate ascoltando una canzone di Natale. No no, non è esattamente una canzone di Natale, sono tante che si sentono in lontananza. E poi alzate gli occhi e vedete le luci, tante e coloratissime in ogni angolo. E in ogni angolo diverso un Babbo Natale che suona la sua melodia. E se vi concentrate nel sottofondo c'è il tipico rumore del traffico, con le sirene che a tratti si sentono più forte e poi scompaiono. Giuro non mi sono fatta una canna, neanche impasticcata, ne ho usato alcun tipo di droga ne di sostanza alcolica, almeno nelle ultime 8 ore.

Ora si inizia a camminare in una strada francese, almeno il nome lo è: Bourbon Street. Sembra un sobborgo della signora Parigi, piena di negozi , ristorantini e locali dal quale viene fuori un baccano assurdo, con gente che balla, ride si ubriaca e..Ahahah che vedo, c'è una donna per la strada poco vestita..beh il poco vestita dipende dai gusti, per qualcuno potrebbe essere eccessivamente vestita: si ha un perizoma e due paia di gambe e un c.. sedere da brasiliana( mia madre dice che le parolacce non si dicono).
Ops ora la nostra attenzione è su un uomo o un manichino, uno di quelli che stanno immobili, che non battono mai le ciglia (ho sempre avuto il sospetto che in realtà fossero dei manichini fatti molto bene).
C'è una band per la strada, è fatta di burattini, ma è spettacolare: c'è uno che suona la chitarra, l'altro il piano e chiaramente il cantante, e noi siamo fra il pubblico. A dir la verità c'è una cosa che manca: la neve.

Nel frattempo che prendiamo confidenza con tutto questo, ci ricordiamo che abbiamo fame e che senza energia non si può riflettere un gran che. Poiché mangiare diventa ancora più piacevole se si associa al proprio stile, cerchiamo qualcosa che ci inspiri. L'ispirazione è una gran cosa quando si visita un posto nuovo, che ha i suoi rischi:

  1. mangi pochissimo, male e paghi molto
  2. mangi pochissimo, bene e paghi molto
  3. mangi moltissimo e male e paghi poco
  4. mangi porzioni da toro, deliziose e paghi poco

Noi cerchiamo sempre la situazione ideale, la 4 se non si fosse capito. Iniziamo a cercare il nostro paradiso, scrutando discretamente oltre i vetri dei locali mentre ammiriamo l'architettura del locale, apprezziamo anche la quantità di cibo contenuta mediamente in un piatto. Consultando i prezzi esposti, ecco finalmente L'ISPIRAZIONE. Nel cuore di Bourbon Street troviamo un posto con prezzi accessibili, che ci permette una volta entrati dentro di dimenticare l'immenso baccano di là fuori e di lasciarci cullare dal suono nostalgico di alcuni vecchietti che suonano jazz.
Arriva il menù, capiamo che il nostro stomaco è come il popolo di Seattle e decidiamo di attuare la linea morbida e accontentarlo. Menù: Sea food (vabbè fin qua ci siamo: il sea food sta a New Orleans come la pizza sta a Napoli). Beh ora inizia il rischio: chiediamo alla signora un jambalaya, o dozen of oysters and emmmh una cosa piccantissima di gamberetti.
Da bere qui è un dramma, visto che ci sono solo bionde gasatissime oppure cose superalcoliche che provocano poco piacere al palato (almeno al nostro). Prendiamo la birra più decente che c'è secondo noi e attendiamo. Intorno a noi una serie di tavoli con persone anziane. Ed ecco qua i piatti fumanti:

  • jambalaya: risotto piccantissimo con carne di coccodrillo e una serie di altre cose. Voto: 10
  • oysterz fresche e crude. Si lo so è un rischio, ma se come noi avete già mangiato del pesce crudo a Bari avete già tutti gli anticorpi possibili contro il tifo, l'epatite e il colera. Voto:9
  • cosa piccantissima di gamberetti: Se siete dei cyborg e avete un fegato e lingua d'acciaio è sublime. Voto:9

Cosa abbiamo imparato? Beh il fatto che negli States si mangi necessariamente male è una leggenda metropolitana. E' uno stile un po' kitch, ma basta avere una buona dose di fame e non essere abituati a degustare le cose facendo sempre avanzare qualcosa nel piatto per non sembrare troppo voraci. Il problema invece era il bere. Si beveva male e costava anche parecchio.

Usciti dal posticino tranquillo, eccoci nel baccano più totale. Mi accorgo che c'è gente che luccica. Può essere un effetto secondario di tutto il piccante che è nelle mie vene? No, c'è gente che indossa delle catene coloratissime luccicanti, come quelle che si mettono sugli alberi di Natale. Ci sono i cinesi che camminano in gruppo e sembrano non essere minimamente toccati da tutto ciò che li circondava (poi li ritroveremo i cinesi "impassibili"), c'è gente che è vestita come nei film, con i cappelli da texano e le scarpe a punta, ci sono bambini, vecchi, barboni, gente supertirata, turisti tedeschi, gente di colore con le labbra carnosissime, italiani (non è una leggenda metropolitana che li trovi e li riconsci dovunque).

Gli odori si alternano, dall'odore di qualcosa che si sta cuocendo, di frittura, all'odore nauseante di immondizia. E' tutto nell'aria. Anche i colori sono forti, contrastanti. E' come se Natale e carnevale capitassero nello stesso periodo.

Tornata in Italia ho scoperto da un documentario quali fossero gli ingredienti del jambalaya, e ho associato il french quarter al jambalaya. è un insieme di ingredienti che non c'entrano assolutamente nulla e che a pensarci senza avere assaggiato ti viene da dire " bleaaaahhhh", ma poi insieme sta insieme benissimo ed è buono :-)








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