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Come forse avrai notato, USAonline.it non è più aggiornato da un bel po' di tempo, per mancanza di tempo del webmaster.

Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

USA National Parks


Visto che è fresco, fresco (si fa per dire, visti i 49°C che abbiamo toccato) vi racconto brevemente il nostro viaggio negli USA appena concluso.

Vi anticipo subito che i 15 giorni (+2 di viaggio) che avevamo a disposizione sono POCHI!!! Per cui abbiamo fatto tutto troppo di corsa. Siamo partiti in 10, più o meno affiatati, verso questa emozionante avventura.

La prima notte e il secondo giorno li abbiamo passati a Los Angeles (ma quanto è grande?!). Sinceramente, a parte la via delle stelle, il teatro cinese, la Rodeo Drive e la scritta Hollywood sulla collina non ci ha entusiasmato più di tanto. E' molto caotica, inquinata, soffocante... per riprendersi bisogna andare sulla spiaggia di Santa Monica dove possiamo trovare, oltre alle persone normali, anche i famosi Baywatch (o Bel-watch!) come tende a sottolineare Lisa.

Il 3° giorno ci aspetta uno degli spostamenti più lunghi: Los Angeles - Flagstaff (750 km). Quando vi dicono che l'America è grande, sappiate che lo è PIU' DI QUANTO IMMAGINATE!
E' durante il tragitto verso il Grand Canyon che abbiamo toccato i 49°C! Diciamo che adesso capisco cosa prova un pollo all'interno di un forno ventilato infatti siamo scesi solo per fare benzina e siamo ritornati immediatamente al riparo dell'aria condizionata.
Flagstaff non l'abbiamo visitata (anche perché con le velocità stratosferiche americane, siamo partiti alle 8 del mattino e siamo arrivati verso sera) e comunque era solo una tappa di avvicinamento al Grand Canyon.

Ed eccolo che ci appare davanti il 4° giorno... non si può raccontare l'emozione che abbiamo provato vedendolo (a qualcuno è venuta la pelle d'oca), sappiate solo che, a detta di tutti, per quante foto e documentari vedrete sul Grand Canyon, vederlo e viverlo di persona è tutta un'altra cosa! Diciamo che ci si affaccia su questo canyon (perché ci si arriva dall'alto, io non lo sapevo) ed è talmente Grand e talmente Canyon che sembra che gli americani abbiano pagato qualcuno per dipingere uno sfondo sull'orizzonte!
Siamo rimasti qui due giorni e abbiamo fatto qualche camminata, ma per arrivare fin laggiù al fiume Colorado ci vorrebbero 3 o 4 giorni (che noi non abbiamo, sigh!). Anche i cartelli ci avvisano che non si possono fare discesa e risalita allo stesso giorno (a meno che uno non sia Superman).
Un'altra cosa che mi ha colpito è il gran numero di scoiattolini che ci sono, saranno migliaia! Ovviamente ti scorrazzano intorno per cercare da mangiare; dare loro del cibo è proibito. Infatti i Rangers si preoccupano di mettere tutti al corrente di mantenere selvaggia la vita degli animali.

Il 5° giorno qualche temerario ha fatto il giro sul canyon in aereo, emozionante per alcuni da dimenticare per altri che sono scesi dall'aereo che sembravano marziani dal gran che erano verdi!

Se posso dare un consiglio: non perdetevi il tramonto, è spettacolare!

6° giorno. Lasciamo il Grand Canyon a malincuore, per proseguire verso il territorio Navajo e raggiungere la mitica Monument Valley. Mitica perché se avete visto qualche film di indiani e cowboys non potete non riconoscerla.
Qui non basta avere la Golden Eagle, il pass per tutti i parchi americani, siccome è territorio indiano all'ingresso c'è un pedaggio per persona. Anche qui c'è un caldo assurdo. Decidiamo di fare il percorso in auto (l'alternativa era a cavallo o con i pulmini indiani scoperti, vi lascio immaginare di che colore saremmo scesi a fine corsa). Al contrario del Grand Canyon, la Monument Valley mi ha un po' deluso, probabilmente perché l'ho vissuta poco, avendo fatto solo il giro in auto. Siamo rimasti fino al tramonto, un po' meno spettacolare del precedente, ma non meno emozionante.

Il 7° giorno si riposò. Siamo partiti alla mattina presto per il Lake Powell. Questo lago è stato creato artificialmente da una diga sul fiume Colorado che ha provocato il riempimento di un canyon. E' strano passare sulla diga, perché da una parte c'è il canyon vuoto e se ne vede la profondità, mentre dall'altra c'è questa distesa d'acqua blu. In questa zona, siccome è al confine con 2 stati (Arizona, Utah) abbiamo avuto dei problemi di fuso e ancora non abbiamo capito che ore sono!
Page è una cittadina prettamente turistica, nata nel '57 in concomitanza con la diga e anche qui si toccano i 40°C. La vegetazione è quasi inesistente e per chi non sopporta sole e caldo è un'agonia. In compenso chi ha fatto il bagno, ha detto che l'acqua era un brodo.


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