Cerca nel sito

Articoli
- Diari di viaggio
- Guide pratiche
- Storia
- Cultura
- Sport
- Cucina
Informazioni
- Dati sugli stati
- Mappe
- Bandiere
- Istituzioni
- Fusi orari
Risorse e servizi
- Gallerie fotografiche
- Webcams
- Cartoline elettroniche
- News del giorno
- Meteo
- Pagine Gialle
- Libri e CD
- Links
Community
- Forum di discussione
- Chat room
- Dillo ad un amico



AVVISO IMPORTANTE

Come forse avrai notato, USAonline.it non è più aggiornato da un bel po' di tempo, per mancanza di tempo del webmaster.

Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

San Francisco e California (1/1 - 1/10/2000)


La preparazione e il viaggio

Vorrei raccontare il mio viaggio negli Stati Uniti che ho fatto dal primo al 10 gennaio a San Francisco è poi a sud sulla costa del Pacifico.
Nel raccontare il tutto mi piacerebbe non solo elencare i posti che ho visto con i dovuti particolare a mo' di cronaca turistico-vacanziera, ma anche far conoscere le mie sensazioni, le mie emozioni, e i miei punti di vista e gli inevitabili paragoni con l'Italia e l'Europa. Mia compagna di viaggio è stata Alessia, la mia ragazza, con la quale è filato tutto liscio riuscendoci a sopportare a vicenda più che splendidamente.
Diciamo subito che in America c'ero già stato, tre anni fa a New York per una settimana, sempre con Alessia. Quindi per noi gli Stati Uniti non erano qualcosa di nuovo, ma un posto dove tornarci per scoprire meglio un continente con poca storia e molta geografia.

Siti interessanti:
1 - Offerte voli per gli USA eDreams
2 - Sviluppo foto digitali su carta professionale Kodak
3 - Yahoo!, per cercare tra siti italiani e americani
4 - Noleggio auto SIXT per USA e resto del mondo, SIXTI se noleggi in Italia

La nostra avventura inizia dopo Natale, in quei giorni dove l'argomento principale della gente, degli italiani, era inevitabilmente l'approssimarsi del terzo millennio. Il 2000 era l'argomento di tutti, il 31 dicembre '99, il momento topico di questi ultimi anni. Per tutti tranne che per noi due: io ed Alessia non ci pensavamo neanche un po'. La nostra meta temporale era le 10:20 del primo gennaio 2000, quando il nostro aereo rullando sulla pista di decollo, ci avrebbe portato in California.
Semmai l'unica piccola preoccupazione derivante dal 2000 poteva essere quella del millenium bug. E se per colpa del cambio di secolo il nostro aereo non fosse partito? Meglio non pensarci... Per fortuna tutto ok, eravamo nel settore voli internazionali di Malpensa Terminal 1, e tutto sembrava procedere splendidamente come un giorno qualsiasi: i tabelloni con gli orari delle partenze e degli arrivi - ben segnalati - non indicavano nessun fatto anomalo. Tantomeno per il nostro volo. Non ci restava che imbarcarci.

La sera prima, l'ultima del XX secolo, l'avevamo trascorsa in un albergo a tre chilometri dall'aeroporto guardando la televisione. Il pericolo nebbia ci aveva fatto decidere di raggiungere lo scalo milanese il giorno prima. Sarebbe stato tutto più sicuro. Ad onor del vero quella sera ci sembrava di essere un po' come due pensionati ultra settantenni. Ma eravamo stati costretti a rinunciare alla "festa del secolo" per un altro "capodanno" lungo otto giorni in California. Ne valeva la piena? Vedete un po' voi...

Non è che appena imbarcati sull'aereo saremmo subito arrivati, c'erano infatti tredici ore di volo che ci dividevano da San Francisco, dopo le quali non riuscivo ad immaginare come mi sarei sentito. Ad ogni modo un volo diretto Milano-San Francisco con la nostra compagnia di bandiera, mi faceva ben sperare.
Le hostess che ci servivano erano molto gentile e sorridenti, ed una specialmente, molto bella, sembrava una modella... Come facevo a non guardarla? L'avrebbe notata anche un cieco, ma facevo di tutto perché Alessia non se ne accorgesse. Dopo qualche minuto passava anche uno stewart, e lei esclamava: "... carino il tipo!". Beh! Uno pari e palla al centro.
Eravamo ancora belli freschi e riposati; fuori dai finestrini si vedeva un bel sole che sopra le nuvole a 10.000 metri d'altezza risplende sempre e davanti avevamo ancora una decina di ore da cercare di riempire con un po' di fantasia e di pazienza.

Finalmente l'altoparlante stava annunciando che fra qualche minuto il nostro aereo avrebbe iniziato la discesa all'aeroporto di San Francisco.
Tutto sommato pensavo peggio. Non ero proprio distrutto, ed anche Alessia non mi sembrava stanchissima. Un paio di film, uno dei quali l'ultimo di Hugh Grant, carino, due pasti: un pranzo e una colazione, i quotidiani "speciale" del primo dell'anno del Corriere, una ripassata alle guide della California e alla piantina di San Francisco, due chiacchiere con Alessia, ed il tempo era passato. Dai finestrini si vedeva la metropoli: i ponti sulla baia (ma qual era il Golden Gate? Tra qualche ora avrei imparato a conoscerlo), grattacieli del Financial Distict, ed i vari moli dell'Embarcadero. Inutile negarlo, ero emozionato, un po' stanco, ma anche preoccupato: siamo in America, non si scherza, ti vedono turista, straniero, e ti possono fregare quando vogliono. Quindi attenzione, e su con le orecchie! Ma va là, che esagerazione! Di giorno, almeno che non si vada in qualche quartiere particolare, gli Stati Uniti sono anche più sicuri di una nostra città di provincia.
Ancora in aereo ci avevano distribuito una specie di questionario in inglese con delle domande assurde (chi si è già stato se lo ricorda bene!): se fai parte di qualche gruppo sovversivo, se sei un terrorista, e via dicendo. "Porti con te cibo, frutta?" Ci veniva da ridere ma abbiamo dovuto compilarli. Immagino che anche i bambini l'abbiano dovuto fare. Ma che ingenui sono questi americani? Su questo argomento ci tornerò più avanti. Il discorso è un po' complesso e nasconde parecchio della loro mentalità.

Aspettiamo davanti al rullo trasportatore i nostra bagagli. Due minuti e arrivano. Efficienza americana? Forse sì. Ci incamminiamo verso l'uscita, non abbiamo fatto neanche cinquanta metri e dobbiamo mostrare i nostri passaporti: ce lo guardano, ce lo girano, lo rigirano, lo timbrano, mi guardano il "questionario folle" e seriamente mi dicono che non era completo. Non mi avranno mica scambiato per un terrorista? Cerco di trattenere il sorriso e finisco di completarlo. Il poliziotto mi chiede anche che lavoro faccio: con il mio inglese un po' così così, gli rispondo. Vuole sapere altro. Ma quando ci mollano? Cortesemente gli rispondo. Tutto sommato è gentile, ed io gli rispondo allo stesso modo. Finalmente andiamo, 10 metri e ne arriva un altro, porca miseria! E questo cosa vuole? Mi fa una domanda che io non capisco molto. Eh? Vuole sapere se vogliamo mangiare? Non mi fermo, e gli rispondo solo "no". Mi giro verso Alessia che è un'insegnante di inglese, e gli chiedo: "Ma cosa voleva quello? Ci ha chiesto se abbiamo fame? Ma no, voleva sapere se abbiamo con noi cibo". Ma che ossessionati! Ma non avevamo già compilato il questionario? Poi, un'ora dopo in albergo, mi accorgo di essermi comportato come un terrorista: avevo ancora una scatola di biscotti nello zainetto!


Pagine: 1, 2, 3, 4, 5





[Utenti collegati in questo momento: 130] Torna su



Mailing list
Vuoi essere informato degli aggiornamenti di USAonline.it? Iscriviti alla newsletter!



Copyright © 2007 by USAonline.it - Webmaster: Marco Bellinaso - Web Designer: Stefano Dore