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Come forse avrai notato, USAonline.it non è più aggiornato da un bel po' di tempo, per mancanza di tempo del webmaster.

Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

Death Valley & Lone Pine


Siete ora pronti per lasciarvi alle spalle le luci ed i fasti della stupenda Las vegas per inoltrarvi nel deserto del Sud Ovest degli Stati Uniti. Quella che vi attende è un esperienza che richiede un minimo di preparazione - fare riferimento alla guida sul Deserto nella sezione Guide - che vi permetta di trascorrere una piacevole giornata senza rischiare di dover richiedere l'intervento della Rega per tirarvi fuori dei guai, anche perchè dubito che la Death Valley sia nel raggio d'azione della Rega stessa.

La Death Valley è una zona completamente desertica: le uniche cose che vi crescono sono la speranza di sopravvivere ed il desiderio di una birra ghiacciata, ma malgrado questo rappresenta comunque uno dei più spettacolari e suggestivi panorami di tutti gli USA. Si parte da las Vegas, dove si consiglio caldamente di fare il pieno di benzina al vostro veicolo, dato che dovrete affrontare diversi chilometri e che manterrete l'aria condizionata in funzione per quasi tutto il viaggio.

Partendo dalla Strip (Las Vegas), rientrate in autostrada e seguite la 95 South fino a quando trovate l'uscita per la statale 160 Ovest, che dovete imboccare. La statale si trova a circa 10 minuti di macchina da Vegas, e proprio all'uscita si trova una stazione di servizio che offre carburante di tutti i tipi e di tutti gli ottani. Fate il pieno ed entrate a comperare anche qualche cosa da bere. Il mio consiglio è che partiate da Las Vegas verso le 8.30 del mattino se non volete dinire sbranati da un orda di coyote affamati, in piena notte, a soli 10 miglia dalla vostra meta della giornata, ovvero Lone Pine in California, a 387 miglia di distanza e aldilà di un deserto.

Fatto il pieno, caricate in macchina partner e figli vari, e partite lungo la 160 in direzione Ovest. La dovrete seguire per un bel pezzo. Il primo tratto è dritto e pianeggiante, ed è costellato ai bordi della strada da una miriade di gruppetti di buche delle lettere che appartengono a coloro tanto folli da piazzare un trailer in mezzo al nulla soleggiato del Nevada. Gente con le spalle larghe, perchè starsene piantati durante il giorno in un cassone di metallo su ruote, sotto il sole a picco del deserto, senza acqua corrente ed a chilometri dalla civiltà non è da tutti.

Ad un certo punto inizierà la salita, ed è qui che comincerete a dover razionare un po' l'aria condizionata se non volete vedere il radiatore della vostra macchina entrare in orbita ed andare a collidere con lo Shuttle a casua di un surriscaldamento. Molti turisti fanno un uso quasi maniacale del cruise control ( quel bottoncino che spara la vostra macchina sempre alla stessa velocità facendo cambiare le marce da sole quando si arriva in salita, in modo che voi possiate continuare a schizzare attraverso il nulla sempre alla stessa costante e suicida rapidità ). Appena si raggiunge la salita è meglio disinserire il cruise control e procedere con i comandi manuali, se non volete sentire il motore passare di colpo a 8000 giri ed essere costretti a cercare un meccanico.

Una volta in cima, potete rimettere in funzione l'aria condizionata a pieno regime e rimettervi a giocare con il cruise control, dato che dopo una salita solitamente vi è una discesa, e la 160 non fà eccezzione a questa regola. La strada porcede in discesa per diverse miglia, ed ad un certo punto incontrerete la deviazione per la 372 ovest, ovvero la strada che vi porterà verso il vostro pasto di mezzogiorno. Forse la tiro la un po' troppo veloce, ma non posso certo stare qui a descrivervi ogni singolo sasso che incontrare sul percorso, perciò effettuo qualche strategico taglio redazionale.

La 372 si trasforma di colpo nella 178 South - non ho mai capito ne dove ne come questo avvenga, visto che si continua sempre dritto sulla strada principale, eppure succede - che porta diritta come un fuso fino a Shoshone. In questo favoloso paesello potete trovare una piccola collezzione di perle di beltà per il turista tipico.

  • Le colline di senape: malgrado la Thomy sarebbe felice se così fosse, il loro nome non deriva dal materiale che le compone ma dal loro caratteristico colore giallo. Sono una di quelle tante stranezze della natura che si possono facilmente incontrare in America, ed una camminatina fino ad esse vale veramente la pena, anche perchè serve a mettervi addosso un po' d'appetito.
  • Il museo della Valle della Morte: all'interno del museo si possono ammirare diverse fotografie risalenti ai tempi in cui la Valle della Morte era ancora una zona prevalentemente dedicata all'estrazione mineraria del borace, che veniva poi usato come detersivo. All'interno si può anche ammirare una collezzione di bottiglie, barattoli ed oggetti di vario genere sempre risalenti al periodo minerario della valle, e che sono stati ritrovati dopo diversi anni, abbandonati da coloro che abitarono alla valle e vi lavorarono nelle varie cave d'estrazione del borace. E' inoltre possibile acquistare mappe dettagliate della zona, ricevere qualunque tipo d'informazione di cui si necessiti, e provare a far scattare un vecchio detonatore per dinamite di quelli in cui bisogna abbassare con forza una leva che produceva la corrente necessaria a far detonare la carica - modello Beep Beep della Acme, per intenderci.
  • China Ranch: situato a Sud di Shoshone, in questo stupendo Ranch a conduzione familiare, situato all'interno di un Canyon, vengono coltivati datteri che vengono poi venduti anche direttamente in loco. E' inoltre possibile effettuare una passeggiata guidata all'interno della stupenda piantagione, e con un po' di fortuna potreste anche trovare una stanza libera in cui passare la notte. Merita una visita.
  • Da Shoshone o dai suoi paraggi partono inoltre piste ciclabili, ed una miriade pressoche infinita di passeggiate facili da seguire sia per la lunghezza che per la difficoltà del percorso stesso.

Shoshone è il luogo dove vi consiglio di fermarvi a pranzo. Appena giungete in paese, e dirigendovi a Nord sulla 127, troverete sulla destra un ristorante di nome Crownbar, proprio di fronte alla stazione di servizio-ufficio postale e di fianco al succitato museo della Death Valley. Fermatevi qui a mangiare. Vista la scarsità di visitatori che si fermano da queste parti - la maggior parte proviene o prosegue verso Parhump, una cittadina a 20 miglia, piuttosto grandicella e dotata di maggiori possibilità di rifocillamento - il ristorante è piuttosto piccolo e conta a malapena 6 tavoli ed un bancone.

La cucina è chiaramente in stampo americano con qualche divagazione nel messicano puro. Il Chili viene qui servito su una padella di ghisa bollente, con tanto di mais e baked potatos di contorno, ed una porzione è in grado di sfamare chiunque per i successivi due giorni. Personalmente consiglio il Cheeseburger, che viene servito all'America, ovvero con la carne preparata al momento sulla piasta già deposta sulla fetta inferiore del vostro panino, mentre cipolla, cetriolini, pomodori ed insalata, nonchè Mayonese e Ketchup sono disposti a parte (sul piatto i primi, sul tavolo nei classici flaconi gialli e rossi mayo e ketchup) e potete aggiungerli voi a vostro piacimento. Accompagna il tutto una porzione di patatine fritte in perfetto stile western, ovvero le patate sono tagliate a spicchi e fritte in padella con buccia e tutto... una squisitezza.

Il bere viene di regola servito all'interno di ex-boccali per conserve - eccetto la birra che viene servita solo sotto forma di bottiglietta da 35 cl - ed è sempre fresco, quasi ghiacciato. Chiaramente con una temperatura esterna che a mezzogiorno tocca facilmente i 45 gradi, non è il caso di bersi una Coca Cola calda.

Il menu è stampato sul modello di un guornale del vecchio west, e presenta 4 pagine fitte. Quelle centrali sono il menu vero e proprio con una selezione di cibi e bevande che per il luogo in cui si trova il ristorante ha quasi dell'eccezionale. La copertina e il dorso sono invece occupate da una storia - riportata in stile giornalistica - di uno degli ultimi assalti alla diligenza che si verifico da quelle parti, e da una carta dettagliata della Death Valley con riferimenti grafici di tutto quello che si può osservare in essa o nelle sue immediate vicinanze.

Terminato il pranzo, e se avete avuto voglia di visitare qualcuna delle attrazioni sopra descritte, vi consiglio di rimettervi in macchina e di partire verso Nord sempre lungo la 127 fino a quando incrociate la 190 West.


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