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Sarebbe bello far risorgere il sito, ad esempio creando un blog multi-autore in cui italiani che abitano negli USA o che comunque ci debbano stare per un tempo prolungato (mesi o anni, per studio o lavoro) raccontino le loro esperienze quotidiane.

Se la cosa ti interessa, o se comunque hai altre idee, entra in contatto scrivendo una e-mail a mbellinaso@gmail.com

Arizona - la storia


E' sufficiente citare uno degli stati del sud est perché balzino alla mente immagini ben precise: i cactus saguaro, simili a tozzi candelabri, le formazioni rocciose della Monument Valley, gli ululati dei coyote, le spettacolari rovine degli antichi Anasazi nascoste sul fianco di rilievi rocciosi, i colori mutevoli del Grand Canyon. Deserti, praterie, catene montuose, mesa e altipiani, tutti raccolti sotto l'ampia volta del cielo.
Bisogna comunque dire che la ricchezza di questa regione non si limita alle sole, splendide, caratteristiche del paesaggio, poiché il sudovest degli Stati Uniti possiede anche un ricco patrimonio culturale.

Il primo popolo che risiedette in quella regione fu il progenitore di quelli che fino a qualche anno fa venivano erroneamente chiamati indiani, e che oggi sono definiti come Native Americans, ovvero nativi americani. Le vestigia dei loro villaggi, dei luoghi di caccia e dei canali utilizzati per l'irrigazione sono stati riportati alla luce dagli archeologi che hanno scoperto anche petroglifi e pittogrammi, molti dei quali possono essere ammirati in aree dichiarate monumento nazionale e nei musei. Le storie narrate presso le attuali tribù del sudovest aiutano a comprendere i loro antenati, la cui eredità emerge dal vibrante patrimonio culturale e linguistico di queste popolazioni.

I primi europei a giungere in questa regione furono conquistadores e missionari spagnoli in cerca di oro, terra, schiavi e anime da convertire. Le tribù indiane però non avevano oro e le terre erano patrimonio delle comunità: essi si ribellarono ben presto al lavoro coatto e rifiutarono la nuova religione. Attraverso secoli di resistenza sia palese che occulta molte tribù riuscirono a conservare la propria identità culturale e impararono quella lezione che avrebbero applicato allorché si fossero trovati di fronte alla successiva ondata di nuovi venuti: gli angloamericani.

Dopo che il Messico ebbe ottenuto l'indipendenza dalla Spagna, gli Stati Uniti furono veloci a inserirsi nella lotta per accaparrarsi questo nuovo territorio. Dopo la guerra messicana, negli anni 1846-47, gli Stati Uniti assunsero il controllo di quello che allora venne chiamato Territorio del Nuovo Messico, che comprendeva buona parte dell'Arizona e del New Mexico. I commerci fra il Missouri e il New Mexico continuavano a seguire il Santa Fe Trail, ma la via migliore verso la California si spingeva a sud oltre il confine.

Nel 1853 gli Stati Uniti si accaparrarono il cosidetto Gadsden Purchase mettendo le mani sulla parte meridionale dell'Arizona. Il governo statunitense inviò delle truppe per ripulire le terre occupate dalle popolazioni autoctone e creare delle estese riserve che coprivano buona parte del sudovest.

In quegli stessi anni i membri di una nuova setta cristiana, la Church of Christ of the Latter-Day Saints, o LDS ( Chiesa di Cristo dei Santi dell'Ultimo Giorno) avevano raggiunto il Grande Lago Salato e il loro leader, Brigham Young, annunciò che "quello era il luogo" in cui avrebbero dovuto stabilirsi. Per ordine di Young piccoli gruppi di mormoni, nome con cui erano noti i membri della setta, diedero via a comunità sparse in tutto il territorio che oggi appartiene allo Utah.

Ancor oggi queste tre culture, la nativa americana, l'ispanica e l'anglo-americana, convivono fianco a fianco, ma conservano caratteri distinti anche se ciascuna di esse ha assimilato aspetti delle altre.
Nelle popolose città di Phoenix, Tucson, Santa Fe e Albuquerque ci sono quartieri in cui è prevalente la presenza di una o dell'altra cultura, mentre gli abitanti e lo stile architettonico di molte cittadine minori riflettono ancor oggi l'etnia degli uomini che le fondarono. A Salt Lake City, ad esempio, l'influenza dei mormoni è ancora forte, ma anche qui la crescita dell'economia ha richiamato molte persone di varie razze e religioni.


Un'escursione caratteristica

Una volta, facendo Rafting sulle acque del fiume Colorado, e poi percorrendo a piedi lo Slickrock Trail fuori Moab, mi sono messo a cercare le tracce delle epoche passate; fossili di creature marine simili a merletti, impronte di dinosauri, frammenti di ceramiche e impianti minerari ormai coperti dalla ruggine.
Nel corso di un'escursione a piedi nel Canyon de Chelly o nella Monument Valley ho cercato di ricostruire con la mente la pacifica esistenza degli indiani, interrotta dall'arrivo degli spagnoli e dei cavalleggeri degli Stati Uniti.
Mi trovai anche a guidare in auto sulle pendici montuose dello Utah, coperte da una neve rinomata dagli sciatori e pensai a quei pionieri mormoni che fecero passare i loro carri fra quegli alti cumuli di neve.

A mio parere un visita presso una qualsiasi riserva indiana offre probabilmente il bell'esempio di contrasto fra diverse tradizioni: la bandiera statunitense sventola su quasi tutti i powpow e non è raro vedere un danzatore rituale che sotto il sole cocente si infila un paio di Ray Ban.








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